Laboratorio di Biofeedback

Apparecchiatura di Biofeedback disponibile presso il Laboratorio del Dr. Antonio Matteo Bruscella

Specifiche Tecniche

Thoughts Technology

Biofeedback mod. Procomp 5 Canali ( Emg con fascia frontale, Conduttanza-GSR, Bvp-Fotopletismo, Respirazione, Temperatura) Software : Physiology suite

 

Wild Divine
Due postazioni Assembled I.O.M. Box . Apparecchiatura hardware per la rilevazione della conduttanza cutanea (GSR) e Fotopletismo
Software : Secret of Meditation, Journey to Wild Divine, The Passage, Grapher, Relaxing Rhythms , Wisdom Quest

 

HeartMath
2 postazioni EmWave Desktop. Apparecchiatura Hardware fotopletismo, con clip orecchio e fotopletismo mano
Software : Transform stress into resilience


MyBrainSolution
MyCalmBeat : Apparecchiatura Hardware fotopletismo e variabilità cardiaca
Software : Calculate breathing rate, Training


NeuroSky
MindWave Mobile : Apparecchiatura Hardware EEG
Software : Brainwave Visualizer - Meditazione Journal - Man Up - Pop MyndPlay Zombie - Heroes Parkour, MyndPlay Sport: Tiro con l'arco, Paranormale Mynd: Esorcismo, proiettile Dodger.

Biofeedback Training

Il termine Biofeedback significa letteralmente “retro-informazione biologica”e si attua mediante l’utilizzo di una particolare categoria di strumenti elettronici che consentono,collegandosi all’organismo umano attraverso sensori, di porre sotto controllo volontario funzioni corporee normalmente considerate al di fuori della  consapevolezza e dell’intenzione volontaria. Lo scopo è quello di guidare il soggetto a modificare direttamente risposte cognitive, motorie e neurovegetative disregolate facendogli acquisire abitudini regolative sempre più appropriate.

Il biofeedback (BF) consiste in una metodologia per l'apprendimento dell'au­tocontrollo volontario di alcuni processi psicofisiologici che abitualmente sono involontari — come il ritmo cardiaco, il rilassamento muscolare, l'attività elettri­ca del cervello nel caso del neurofeedback (NF) ecc. — attraverso un'informazio­ne di tipo acustico o visivo (feedback) proveniente dal corpo e ottenuta in tempo reale da una apposita strumentazione. L'origine del BF e del NF risale agli anni'60 del secolo scorso negli Usa dal con­vergere delle ricerche di un gruppo di studiosi di area comportamentista e della psiconeurofisiologia. La caratteristica di non-invasività e di assenza di effetti collaterali, la buona compliance e la versatilità, insieme a una sempre più convincente base di scien­tificità degli interventi costituiscono un notevole punto di forza di questi metodi.

Nel biofeedback quelle reazioni che generalmente sono ritenute automatiche, gestite dal Sistema Nervoso Autonomo (SNA), possono divenire oggetto di "autossevazione" (attraverso un segnale visivo o acustico). Si affianca così al "sistema propriocettivo" un nuovo "canale artificiale" composto da un insieme di strumenti di monitoraggio (BFE) in grado trasdurre in tempo reale gli input di parametri fisiologici in segnali visivi e, acustici. È possibile così ottenere che il Sistema Nervoso Centrale (SNC), preposto al controllo della vita cosciente, possa gestire al meglio i fenomeni neurovegetativi.

Tra le altre definizioni di termini utilizzati nell'ambito del BF abbiamo

Biofeedback Tecniques (BT): insieme di tecniche nate nell'ambito del ricerca psicofisiologica;

Biofeedback Equipment (BFE): insieme di attrezzature atte a monitor re alcune risposte psicofisiologiche;

Biofeedback Training (BFT): procedura ordinata allo scopo di f apprendere al paziente il controllo volontario di alcune sue reazioni neurovegetative.

Gli indicatori psicofisiologici misurabili attraverso il Biofeedback sono: la tensione muscolare, la temperatura superficiale, la conduttanza elettrica cutanea, la frequenza cardiaca, la respirazione, l'elettroencefalogramma.

Esistono quindi varie tipologie di Biofeedback:

  • il Biofeedback elettromiografico, che si occupa di misurare l'attività dei vari gruppi muscolari, per fornire al soggetto informazioni continue e in tempo reale sul proprio stato di tensione muscolare;
  • il Biofeedback termico, grazie al quale è possibile misurare la temperatura cutanea periferica, che è un indicatore fedele del livello di attivazione nervosa dell'organismo;
  • il Biofeedback della conduttanza cutanea, che si basa sulla variazione della resistenza elettrica della pelle provocata dai diversi stimoli emozionali;
  • il Biofeedback della variabilità cardiaca, che permette di aumentare la naturale variabilità della frequenza cardiaca in risposta a fattori quali il ritmo del respiro, gli stati emozionali, lo stato di ansia, stress, rabbia, rilassamento e pensieri;
  • il Biofeedback della respirazione, il quale monitora la respirazione toracica e quella addominale, permettendo al soggetto di controllarle volontariamente;
  • l'EEG Biofeedback (o Neurofeedback), per mezzo del quale un individuo impara a modificare l'ampiezza, la frequenza e la coerenza degli aspetti elettrofisiologici del proprio cervello 

 

Una delle ragioni principali che ha consentito la rapida diffusione del Biofeedback è la sua potenziale applicazione in disturbi clinici di diversa natura. Numerosi sono gli studi esemplificativi dell'applicazione di una procedura di Biofeedback nel settore clinico. Il Biofeedback viene utilizzato per alleviare dolori (cefalea muscolo-tensiva, cefalea vascolare di tipo emicranico, morbo di Raynaud, dolori cronici e di origine oncologica, dolori da contratture muscolari, torcicollo spasmodico), negli attacchi di asma e di emicrania, nell’incontinenza urinaria, nella riabilitazione neuromuscolare (in seguito ad ictus o trauma), per curare l’insonnia e per altre condizioni legate allo stress; e ancora nei casi di abuso di sostanze, di alcoolismo e di epilessia.  Inoltre riduce ansia, tic, balbuzie, iperidrosi, fobie e attacchi di panico, cura disturbi gastro-intestinali, ipertensione arteriosa, dermatosi e in odontoiatria sembra risolvere problemi di bruxismo, spasmi muscolari, rilassamento muscolare, sindrome temporo-mandibolare.

Sembra pertanto possibile intervenire in un ambito di disturbi sempre più ampio: qualsiasi alterazione caratterizzata da una connessione tra sistema nervoso centrale e funzione effettrice, può essere in teoria inserita in un programma terapeutico mediante biofeedback, che si caratterizza, inoltre, per essere un metodo non invasivo, non farmacologico e privo di effetti collaterali.

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Nell'area riservata ai clienti è riportato il protocollo completo di intervento utilizzato dal Dr. Matteo Bruscella nel Biofeedback Training